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Fontana è fuori dalla storia

Il Ministro Fontana è fuori dalla storia non per quello che pensa. La sua opinione va rispettata, le sue convinzioni vanno rispettate, difesa la sua possibilità di esprimersi se fosse necessario. Tuttavia nelle sue frasi contro le cosiddette “famiglie arcobaleno” si vede che manca uno dei presupposti di ogni democrazia degna di questo nome: la laicità! Ogni persona che si trova a svolgere un ruolo di governo, a qualsiasi livello, che sia in Europa, in Italia, in una Regione o nella più piccola delle circoscrizioni, non può e non deve tentare di promuovere per legge, per decreto, per regolamento, per delibera, per ordinanza, la propria idea di famiglia, di vita, di utilizzo del proprio corpo, di attitudine sessuale, la propria scelta. Non può equiparare ciò che lui ritiene essere peccato con un reato. Solo un approccio laico alla politica, a partire dalle questioni legate all’autodeterminazione dei singoli, consente a chiunque di esprimere la propria opinione e di realizzare i propri sogni. I paletti sono il rispetto dei diritti degli altri e uno Stato che non si intrometta nelle nostre libere scelte e che non consenta ad una Chiesa di farlo.

Io quindi non contesto la possibilità del Ministro di esprimere le sue opinioni; certo affermo con convinzione che non sono le mie ma contesto e denuncio fermamente, tenacemente, ostinatamente, il suo tentativo di costringere in un ghetto chi non la pensa come lui, di marginalizzare per legge chi non si conforma al suo pensiero, al suo modello di famiglia. Se poi Matteo Salvini, dall’alto della sua nota ragionevolezza, assume il ruolo di pompiere dopo le parole di Fontana allora comprendiamo a che livello siamo arrivati (o siamo tornati).

Il nostro compito non è difenderci dall’attacco ma proseguire un cammino dopo la vittoria sulle Unioni civili. Un cammino che deve andare verso il matrimonio egualitario – il matrimonio per tutti con gli stessi diritti e doveri – verso l’apertura delle adozioni alle coppie omosessuali e ai singoli, verso il riconoscimento pieno dell’uguaglianza di ciascun individuo, indipendentemente dalle sue preferenze sessuali e dagli stretti recinti delle definizioni dove lo mettiamo o lo costringiamo.

Con buona pace del Ministro Fontana.

Igor Boni – Direzione nazionale Radicali Italiani

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