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Intervista a Vincenzo Branà

Vincenzo Brana, presidente Associazione Cassero Arcigay Boologna e Consigliere Nazionale Arcigay

D: Parlaci del cassero e delle sue attività.

R: Il Cassero è la prima sede pubblica affidata, nel 1982, da un’amministrazione comunale a una comunità lgbt. Oggi si trova presso la Salara, un antico edificio nel cuore della manifattura delle Arti, a Bologna. Da oltre trent’anni si occupa dei diritti delle persone lgbti, sul fronte della battaglia politica innanzitutto, ma anche su quello dell’erogazione di servizi e della produzione culturale. Al Cassero si trova ad esempio il più importante centro di documentazione lgbti d’Europa, aperto al pubblico e inserito nel circuito delle biblioteche comunali. Inoltre il cassero promuove progetti rivolti ai diversi gruppi che compongono la comunità lgbti, come giovani e giovanissimi, persone migranti, persone senza fissa dimora, anziani. Infine, il Cassero è uno spazio ricreativo che produce un fitto calendario di eventi, oltre a un importante festival internazionale, Gender Bender, e a un progetto europeo sulla danza contemporanea.

D: La tua attività di consigliere nazionale arcigay?

R: Il Consiglio nazionale è il luogo in cui le quasi 60 sedi territoriali di Arcigay discutono le linee politiche dell’associazione e costruiscono la sintesi di istanze e obiettivi. In quella sede ho la responsabilità, assieme ad altr* consiglier, di portare il punto di vista della comunità bolognese, una delle più ampie e battagliere del territorio nazionale.

D: Le sfide per il futuro?

R: Il cammino che la nostra comunità deve percorrere in Italia è ancora lungo: poche sono le norme di contrasto alle discriminazioni e di riconoscimento dei nostri diritti. E’ necessario puntare innanzitutto sul cambiamento sociale, cioè sulla possibilità di rendere gli ambienti scolastici, familiari, di lavoro, del tempo libero e di vita in genere inclusivi nei confronti di tutte le diversità.

D: Cosa faresti tu se dipendesse da te in primis?

R: Punterei su un’alleanza forte con i movimenti delle donne, perché la discriminazione e la violenza di genere hanno una radice comune con omofobia e transfobia. Una società attraversata dalla violenza ha bisogno azioni di prevenzione e contrasto ampie e unitarie.

D: Cosa bisogna fare ancora in italia, secondo te, qual’è la prioritaria?

R: L’Italia deve dare piena attuazione all’articolo 3 della Costituzione, cioè puntare alla piena uguaglianza tra tutti i cittadini e le cittadine. Sembra una questione teorica, in realtà è molto concreta e attraversa la quotidianità di tutte e tutti. Un paese che non riesce a garantire diritti ma elargisce solo privilegi non ha ancora concluso il proprio approdo alla piena democrazia,.

D: Come cassero la vostra attenzione a combattere del bullismo, nelle sue varie declinazioni?

R: Da oltre 15 anni il Cassero svolge laboratori di contrasto al bullismo in molte scuole del territorio bolognese. Inoltre, più di recente abbiamo attivato progetti di educazione alle differenze che usano il linguaggio teatrale (Teatro Arcobaleno), cinematografico (Same Same but different), quello delle favole (Tante storie tutte bellissime) e che sono rivolti tanto agli alunni e alle alunne, quanto a genitori e insegnanti.

D: Nella tua esperienza politico-sociale cosa è cambiato da quando hai iniziato la tua attività ad oggi?

R: Oggi vedo una nuova generazione determinata e orgogliosa che mi dà molta speranza per il futuro. Spesso i giovani sono snobbati dagli adulti, invece io credo che in tema di inclusione e rivendicazione dei diritti si stanno affacciando alla politica nuove generazioni molto promettenti.

D: La domanda che non ti ho fatto a cui avresti voluto rispondere…

R: Ci chiedono sempre cosa vogliamo dalla politica, io invece vorrei che ci chiedessimo cosa diamo alla politica: siamo fabbriche di orgoglio, ha scritto qualcuno, fondiamo le nostre battaglie non sul livore o sulla rabbia ma sul coraggio di rivendicare la bellezza di essere ciò che siamo. In questo siamo unici e preziosi.

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