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Intervista a Francesca Berger

Berger

D: Francesca, tu sei scrittrice giornalista commediografa e regista, parlaci del successo della tua ultima fatica #Social Mente Pericolosa

R: Un successo scaturisce quasi sempre dall’impegno e da alcuni altri fattori. Intanto dall’idea che ebbi, perchè l’argomento trattato ha come filo conduttore i social; il progetto fu ambizioso, dato che raccontare il mondo di Facebok, Twitter, whatsapp… il web, non solo in qualità di coautrice del testo, ma anche come regista non è stato assolutamente facile, anche perché a teatro va anche chi non è molto tecnologico, per altro ho avuto un enorme problema, una catastrofe proprio 5 giorni prima del debutto da parte di un individuo che millantava di essere un artista professionista, ma ogni volta si presentava alle prove impreparato e mettendo in scena solo gravi crisi isteriche/violente minacciando di andarsene, l’ultima volta gli dissi di farlo e dovetti risolvere con qualche penalità rispetto a ciò che avevo avuto in mente fin lì. La mia fortuna è stata l’attrice che ho diretto: Salomè da Silva che ha fatto lunga gavetta e ritengo sia stata un interprete versatile ed eccezionale.

D: Salomè da Silva è anche tua figlia però, com’è lavorare tra genitori e figli?

R: Ahahah faticosissimo! Tra noi due sono io quella più capace a reggere la veste professionale, non è la prima volta che la dirigo e la tratto da attrice soprattutto durante le infinite prove che pretendo di fare, penso che per una figlia sia meno semplice dimenticare che sei sua mamma, ma alla fine vince il risultato.

D: Com’è nata la tua passione per il teatro?

R: Nasco attrice di prosa, per un periodo ebbi anche una scuola di recitazione, con la nascita di Salomè rallentai l’attività, poi con un altra sorta di matrimonio dovetti spendermi moltissimo, ed infine dopo le nozze con mio marito Helmut, ben 24 anni fa ricominciai a scrivere con un romanzo.

D: Helmut Berger ha fama di avere una personalità complessa, com’è stato vivere con un attore e un uomo così?

R: Conobbi Helmut che ero minorenne, e forse non mi ero resa conto nei 16 anni che precedettero il nostro matrimonio, che in qualche modo lui aveva plasmato una parte di me, questo nel tempo mi ha indotta a vedere con occhi diversi la sua complessità e le situazioni rocambolesche o spinose che spesso crea; tuttavia non posso pensare a lui senza ricordare quanto ci siamo adorati, amati e divertiti insieme, quanto abbiamo vissuto e condiviso nel bene e nel male prima e dopo esserci sposati. Non sono una donna che dimentica né il male né il bene.

D: Hai da sempre vissuto nei salotti mondani, una vita nel Jet Set, sei stata anche molto legata a Gil Cagnè, un ricordo di lui e di quel mondo.

R: Tanta vita tanta gente! Intanto perché sia per la mondanità che per il lavoro ho incontrato molti personaggi, alcuni più amici altri meno, amori, passioni e qualche no. Entrai nel Jet Set grazie a Gil Cagnè e Biagio Arixi, visagista il primo e scrittore l’altro, per un lungo periodo siamo stati un trio dorato, dormivamo pochissimo e lavoravamo tanto, delle volte per non perderci neanche un VIP eccellente ci dividevamo, una volta loro due andarono a cena con Paloma Picasso e la principessa Hannud e Gil mi mandò all’Opera a prendere Rudolf Nureyev col quale cenai, insieme vivemmo serate indimenticabili con nomi come Liza Minnelli, Nadia Cassini, Amanda Lear, Virna Lisi, Barbara D’Urso, Bruce Willis, Donna Summer, Mariangela Melato, Jack Nicholson, Elsa Martinelli, Maria Rosaria Omaggio, la frizzante contessa Giovanna Agusta, il caro principe Carlo Giovannelli, Maria Grazia Cucinotta, Bassam Salamek, Monica Bellucci, Ursula Andress, Ivana Trump, Renato Pozzetto, Maria Schneider, Romy Schneider, la contessa Patrizia de Blanck, Fabio Testi e molti altri, strada facendo ho poi incontrato scrittori come Alberto Bevilacqua, Maurizio Costanzo, Diego Gullo, Pino Daniele, Teo Teocoli, Francesco Nuti, Diego Abatantuono, l’adorabile Jacqueline Bisset, Paolo Villaggio,Leopoldo Mastelloni, Beverly D’Angelo, Moana Pozzi, Lello Bersani, Robert Palmer, Diego Armando Maradona, Isabella Biagini, Roberto Benigni, Paolo Roberto Falcao, la spumeggiante principessa Giovanna Pignatelli d’Aragona Corteś, Walter Chiari, Mickey Rourke, Michael Douglas, e ancora… ancora… Il padre di mia figlia asso brasiliano Joao Batista da Silva, l’ex compagno fotografo Gerald Bruneau, Angelo Frontoni il fotografo delle dive che come Biagio e Gil sono stati per me una famiglia, Gil un padre innamorato di sua figlia con la quale apriva le danze sulle note di Donna Summer, e restava fino all’alba in giro con lei per la capitale dopo che il poeta Biagio Arixi si dava alla fuga intellettuale.

D: Sei stata anche molto amata, Renato Salvatori, Massimo Troisi, Alan Sorrenti, un aggettivo per ognuno.

R: Cosa dire? Tutti ” figli delle stelle” come me.

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