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Mostri catodici

La televisione è il mezzo più studiato e discusso nella storia della comunicazione.

Molti gli studiosi che si sono soffermati sulle ripercussioni sociali di questo potentissimo mezzo, di sicuro nessuno avrebbe mai immaginato che essa sarebbe arrivata a ridurre paradossalmente la conversazione in famiglia (ancor prima del colpo di grazia dato da smartphone e social network). Perchè in molte famiglie è proprio accaduto questo, gli apparecchi tv sono stati messi ovunque, in cucina mentre ti fai due spaghi, in salotto sul divano a mangiare schifezze, in camera da letto è un sonnifero perfetto… ma ben pochi sono invece i furbacchioni che hanno compreso l’utilità della tele in bagno. Se soffri di stipsi e ti guardi un programma della D’Urso la cagata è assicurata.

Essendo stato educato ad una televisione pacata e senza urla, mai volgare fatto di un linguaggio garbato mi trovo a disagio dalle scimmie urlatrici che albergano oggi negli studi televisivi dove garbo non contano più e a farla da padrone è il risultato più alto dei dati auditel. Del resto i talent scout e reality di Viale Monza 9 a milano ove regnava Lele Mora furono la fucina di questa progenia composta da ignoranti, troie e cocainomani che venivano inviati a piene mani nelle diverse trasmissioni dove non serviva saper fare assolutamente niente se non quello di essere dei “bellocci” il tutto questo condito da “paparazzate” stile Fabrizio Corona.

A questo punto per aumentare suspance e odience veniva insidiato del tutto l’aspetto avventuroso con le isole dei sedicenti famosi che si basa su situazioni ispirate alla “realtà”, su racconti di esperienze personali, sulla trasformazione di persone comuni in protagonisti, sulla sollecitazione di emozioni e di storie di vita, su esibizioni di talenti fuori dalla norma, sulla messa in atto di esperimenti relazionali.

Ogni tanto anche io guardo trasmissioni trash. In una sana dieta “televisiva” non dovrebbero mai mancare: dovreste vederle anche voi. Consideratele come assumere fibre, per restare nella metafora culinaria. Regina indiscussa, della cosiddetta tv spazzatura è la signora Maria Carmela D’Urso in arte Barbara D’urso per sua stessa ammissione “terrona e cretina” una donna dalle mille faccine (nessuna autentica), che passa tutta la sua vita dentro uno studio televisivo, millantando una carriera che in realtà non l’ha mai vista crescere in quanto artista.

Nonostante ciò l’onnipresente D’urso, ha da parte del biscione la maggior parte delle ore di messa in onda. Questo mi fa pensare che Mediaset è allo stremo in quanto a risorse umane, per affidare tutto ad una sola figura… qualcuno dovrebbe ricordarle che troppo lavoro “col cuore” prima dei figli, poi del pubblico rischierà di metterlo anche in terapia intensiva.

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