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“Perché non puoi essere come il Principe Felice?”

Rupert Everett ha presentato in anteprima al pubblico torinese il suo film THE HAPPY PRINCE – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, di cui è attore e regista. La pellicola è stata presentata in esclusiva per il 33° Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions (Torino, 20/24 aprile 2018). 

L’attore  ha fatto un saluto prima della proiezione, invitando il pubblico al dibattito al termine del film.  Il dibattito  ha messo in luce il valore politico del film; lo status sociale  della comunità LGBT  è molto diversa dai tempi in cui visse Wilde ma non bisogna abbassare la guardia poiché l’omofobia è sempre dietro l’angolo e bisogna combatterla tutti a fronte alta.

Il film è stato creato  da Everett  prendendo spunto e ispirazione dagli ultimo scritti del grande autore irlandese; soprattutto dalle sue lettere e dai saggi che sono stati redatti raccontando i suoi ultimi anni. Il filo conduttore è la fiaba “il principe felice”.

Trama:

“Nella stanza di una modesta pensione di Parigi, Oscar Wilde (Rupert Everett) trascorre gli ultimi giorni della sua vita e come in un vivido sogno i ricordi del suo passato riaffiorano, trasportandolo in altre epoche e in altri luoghi. Non era lui un tempo l’uomo più famoso di Londra? L’artista idolatrato da quella società che l’ha poi crocifisso? Oggi Wilde ripensa con malinconia alle passioni che l’hanno travolto e con tenerezza al suo incessante bisogno di amare incondizionatamente. Rivive la sua fatale relazione con Lord Alfred Douglas (Colin Morgan) e le sue fughe attraverso l’Europa, ma anche il grande rimorso nei confronti della moglie Constance (Emily Watson) per aver gettato lei e i loro figli nello scandalo dopo l’estrema condanna per la sua omosessualità. Ad accompagnarlo in questo ultimo viaggio solo l’amore e la dedizione di Robbie Ross (Edwin Thomas), che gli resta accanto fino alla fine nel vano tentativo di salvarlo da se stesso e l’ affetto del suo più caro amico Reggie Turner (Colin Firth). THE HAPPY PRINCE è un inedito ritratto del lato più intimo di un genio che visse e morì per amore.”

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