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Luigia Granata dedica una capsule collection al fantastico mondo delle drag

Nata nel bellissimo borgo montano di Camigliatello Silano, in Calabria, Luigia Granata è ormai un’artista conosciuta anche oltre i confini nazionali. Uno sguardo attenti ai temi social ha di recente spinto la designer a dedicare una capsule collection di caftani e kimono alle splendide drag queen, fenomeno esploso già da qualche anno anche nella sua regione.

Dopo il successo ottenuto a Milano in via della Spiga, per i suoi abiti colorati, allegri e raffinati presso la galleria D Studio , ha esposto le sue opere per la  Milano Fashion Week, con il progetto Arte e Moda in via della Spiga curata da Giorgio Grasso. Oltre ai quadri anche la nuova collezione di foulard in seta e caftani in lino/cotone, che hanno sfilato Milano, indossati da bellissime modelle. Cuori, volti di donne e uomi, arcobaleni e mondi fantastici costituiscono la sua cifra stilistica.

Presso lo showroom Spring-up, ancora fino alla fine di marzo resta  esposto il progetto “Dalla Carta alla Seta, l’Arte a Passeggio” costituito da tre collezioni: una dedicata ai borghi d’Italia “passeggiando per Cosenza” l’altra “Fructus, Terra: Lux et Spes” e poi “Il mio mondo fantastico”. Abiti trapezio, pantapalazzo, kimono, casacche tutti in fluida seta di Como con le stampe delle opere d’arte uniche, come anche i nuovi caftani in lino i parei e i costumi da mare sempre artistici. Collezioni che, nonostante la tavolozza molto ricca riescono a dare un senso di equilibrio e armonia.

Presente dai primi di  marzo al #Rise#O#Artfabrique presso il museo del presente di Rende   (Cs) successivamente, sotto invito del professor Grasso esporrà le sue opere alla biennale dell’architettura di Venezia e in un altro progetto sempre curato da Grasso in Armenia, alla presenza di 40 capi di stato.

A breve verrà presentata anche la linea design di poltrone d’autore con gli scorci acquerello del centro storico Cosenza e di altri centri storici d’Italia.

La seta morbida, il lino pregiato sui quali sono stampate le opere d’arte costituiscono un connubio unico.

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