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Douglas Pearce Philosophy

Quando si parla di Douglas Pearce si fa il nome di un artista controverso e dall’animo complesso, di fronte al quale non si può rimanere indifferenti. O si ama o si odia. Lo si può amare per il suo spiccato senso artistico, profuso fin dagli anni Settanta all’interno della scena punk londinese (decisamente meno mainstream di quella che avrebbe dato fama a gruppi del calibro dei The Clash e dei Sex Pistols) ma che presto sarebbe stato terreno fertile per la creazione di quel movimento musicale che va sotto il nome di Neofolk e di cui Pearce è uno dei massimi esponenti. E definire Douglas Pearce artista controverso è riduttivo. Con il suo gruppo, i Death In June, si esibiva sfoggiando rune, pugnali, spille raffiguranti Totenkopf (simbolo impiegato da diversi corpi militari della Germania, tra cui anche dalle SS). Facile quindi tacciare il buon Pearce di essere un fervido ammiratore del Terzo Reich. Ma è proprio qui che avviene l’impensabile. Douglas Pearce si sdoppia e mostra una parte che fa decisamente a pugni con il personaggio che egli porta in scena con i Death In June. Quando scopre che un membro del gruppo è tesserato con il partito di estrema destra National Front non ci pensa su due volte a buttarlo fuori dalla band. Andrà poi anche ad esibirsi a Tel Aviv, dimostrando al pubblico locale tutto il suo amore per il popolo ebraico. E poi giungerà a dichiarare la sua omosessualità, sfidando i pregiudizi di un ambiente che non ammette alcun tipo di diversità. Perchè dover avere paura di un problema se ne fai parte e mandi a ramengo le sue certezze? Genio e sregolatezza allo stato puro!

Hank Cignatta

 

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