Search

Sofia Mehiel: Impegno e Passioni

“Posso vivere da sola, ma senza animali morirei”.
Credo sia racchiusa in questa frase l’essenza di Sofia Mehiel, in arte Lapapessa. Un’intervista che finisce con l’essere l’inizio di una bella amicizia, una mezz’ora volata via tra confidenze e racconti di una vita vissuta mettendo la passione in ogni cosa. E di “cose” Sofia ne ha fatte e ne fa tantissime: dal teatro al balletto, dalla conduzione di eventi (ha rappresentato l’Italia all’European Pride nel 2016) alla cucina (ha aperto un locale tra Bologna e Ferrara dove era, oltre che titolare, anche chef de rang). Non la conoscevo, prima. Non ho cercato nulla su internet, come di solito faccio, perché mi avevano parlato di lei come di una persona speciale. E le persone speciali vanno conosciute nella loro essenza.
Sofia, come ti definiresti, visti i tuoi variegati interessi? Come posso presentarti ai nostri lettori?
A vent’anni mi sarei senz’altro definita una showgirl. Oggi, a quaranta, preferisco si parli di me come attivista.
Di cosa ti occupi esattamente?
Sono contro ogni forma di violenza e prevaricazione in genere, sia essa agita contro donne, uomini o animali o che riguardi il mondo LGBT. Sono appena rientrata da Belgrado dove sto seguendo un caso di maschicidio, affidatomi dai medici che hanno visitato il ragazzo di cui mi occupo, visto che in Italia non ci sono strutture adeguate. Il tutto senza ricevere alcun compenso. Poi ho un vero e proprio debole per i randagi. Posso vivere da sola, ma non senza animali!
Una vita spesa per gli altri…non riposi mai?
Poco, in effetti! Ma, come diceva Simona Ventura: Crederci sempre, arrendersi mai!
Che infanzia hai avuto? Immagino che il tuo essere “diversa” così sensibile, abbia dato “fastidio” a qualche tuo compagno…
Ovviamente i cosiddetti “bulli” c’erano anche quando io ero piccola e hanno provato a infastidirmi. Ma il mio carattere da guerriera mi ha fatto reagire con forza, ed è questo il messaggio che vorrei dare ai giovani: non lasciatevi prevaricare, lottate e affermate voi stessi. A volte è solo invidia.
In effetti Sofia nella vita si è arresa solo una volta: quando è stata costretta a chiudere il suo ristorante a causa delle tasse troppo alte. “Eppure – spiega – avevo tolto dalla strada un transessuale dandogli un lavoro dignitoso e impiegato altre persone”.
La nostra chiacchierata si chiude con l’intenzione di chiederci l’amicizia su Facebook. Non resisto e lo faccio mentre sono al telefono. “Vedi il cagnone in copertina? L’ho preso in Spagna, salvandolo da un padrone che lo appendeva per il collo usandolo come sacco da boxe. Il fratello non ce l’ha fatta, lui vive con me da due anni e ora è un cane felice”. La saluto, commossa. “Mia cara, se sarai triste o avrai voglia di chiacchierare un po’, chiamami” conclude.
Lo farò, senz’altro.

Related posts

Lascia un tuo commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: