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Cioccolato Peyrano, una passione centenaria senza sofisticazioni

“Abbiamo il miglior prodotto al mondo”. Non è un nuovo slogan pubblicitario, ma l’affermazione del manager Alberto alasalas della cioccolateria Peyrano di Torino, un uomo che si può definire senza dubbio  innamorato della sua azienda per la passione che mette nel descrivere le varie fasi produttive. Tutta la storia dei Peyrano d’altronde si può definire una storia d’amore: per la cura con cui sono selezionate le fave di cacao, per l’attenzione dedicata alle fasi produttive e, soprattutto, per il modo in cui è iniziato il sodalizio di vita e professionale tra Bruna e Giorgio Peyrano.  “Grazie al grappino sono riuscita a farmi sposare” ama scherzare la signora che ancora oggi è “la spina dorsale dell’azienda – chiarisce Valas. Giorgio rimane senza dubbio l’uomo-prodotto, profondo conoscitore di tutta la filiera”.
Il mitico grappino nacque perché il giovane maestro cioccolataio invitò la sua fidanzatina in laboratorio a vedere come si producessero i cioccolatini al liquore e lei portò in dono una grappa. Bruno provò a creare un cioccolatino ripieno con quel liquore di cui apprezzò l’aroma. Il suo gusto così diverso da quelli tradizionali prodotti con cherry, maraschino e cognac ne decretò il successo. E suggellò la promessa tra i fidanzati, che ancora oggi,  guidano la loro azienda con cura artigianale.

Come i moderni processi produttivi si coniugano con l’antica tradizione?

In realtà non produciamo secondo moderni processi. Dal 1915, quando la cioccolateria nacque, in centro città, a due passi dal Po, continuiamo a scegliere le migliori fave di cacao dal Venezuela e dai paesi del Sud America, che tostiamo ancora in una tostiera dei primi decenni del ‘900 utilizzando legno di ulivo ligure. Poi segue il passaggio attraverso un melangeuer anche questo degli anni 1930/1940 dotato di macine in porfido, fino all’ottenimento dei lingotti, il tesoro da cui nascono i “gioielli” Peyrano, apprezzati come cioccolato di lusso in tutto il mondo. Non abbiamo mai utilizzato prodotti semilavorati. In Italia, su 600 produttori, saremo una quarantina a fare il cioccolato così.

Lusso e cioccolato è un binomio che in temi economici difficili regge ancora?Qualità senza compromessi?

Nessun compromesso. Abbiamo una produzione di 100 – 200 tonnellate annue al massimo. Il prodotto è il miglior cioccolato al mondo. La sua storia è sincera…il mondo poi, è così vasto!

Se e come l’azienda segue le nuove tendenze dei consumatori?

Non abbiamo bisogno di inventare nulla. La nostra forza sono le nostre ricette, alcune gluten free e senza zuccheri aggiunti naturalmente, come i giandujotti vecchia formula, simbolo della città di Torino.
Peraltro a quelli nuova formula è stato aggiunto solo del burro di cacao.

Daniela Franco

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