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Intervista a Stefania Cartasegna, tessere le identità, Alessandria

Sono nata 42 anni fa in un piccolo paese nei pressi di Tortona. Famiglia semplice, contadina, un padre problematico e una mamma chioccia ma con seri problemi di salute. Una famiglia matriarcale fatta di donne; le zie che si divertivano a pettinare e vestire un bambino che di ” bambino” aveva ben poco e che gli hanno permesso di crescere senza troppe sovrastrutture maschili. Passata L’ infanzia, arrivano presto le prime difficolta’. Difficile vivere in un piccolo paese senza essere l’ oggetto di discriminazione e bullismo. inoltre la società inizia a chiedermi di indossare ruoli che non mi appartengono. Scelgo dunque di lasciare le scuole superiori e di andare a Milano per frequentare un’accademia di trucco cinematografico. Da li a poco inizio a lavorare nel cinema e nella moda ma il mio coming out e il mio bisogno di far emergere la mia natura ( già consapevolizzata anni prima )non trova spazio e accoglienza. Mi ritiro dal lavoro e Iniziano alcuni anni bui di depressione. Il destino mi avvicina alle filosofie orientali. Inizio un percorso di psicoterapia affiancata ad una formazione in naturopatia. Nasce l’ esigenza di una ricerca sempre piu’ approfondita di me stessa…. Inizio a lavorare e a pormi nel mondo come Stefania. Cambiano i circuiti, le relazioni . orbitare in un settore in cui e’ più importante essere che apparire mi permette di realizzarmi. Da allora ho continuato a specializzarmi in discipline olistiche per poi conseguire un master in Counseling e frequentare attualmente una scuola per insegnanti di Yoga. Credo che nulla capiti per caso e sono sempre più convinta che solo portando in luce la parte più profonda di noi, ripulendola dai condizionamenti e dai giudizi che ci appiccichiamo addosso, ci permetta di migliorare la nostra autostima, autodeterminandoci nella vita.

Oggi lavoro per una cooperativa di servizi sociali con anziani psichiatrici e disabili ed ho uno studio di discipline olistiche e counseling.

Alessandria, la città in cui vivo, si dimostra capace di accogliere una donna transgender . I primi anni con qualche difficolta’ poi le cose cambiano. La mia natura, propositiva e che guarda sempre al bicchiere mezzo pieno , mi porta ad incontrare persone speciali e nel 2012 mi viene chiesto di candidarmi in una lista civica per sostenere un candidato sindaco. Non avevo mai fatto politica, pur essendomi essendomi sempre interessata dei temi che riguardano la società e la comunità lgbt. Da quella campagna ne usciamo sconfitti ma, nel mio caso, ricca di stimoli e voglia di fare. fare del buono, portando un contributo reale sul mio territorio. Da li a poco conosco una serie di persone che nutrono i miei stessi desideri. Occuparci delle tematiche lgbt della nostra città. La cosa più interessante e’ che non sono solo persone della nostra comunità; molti di loro sono eterosessuali che comprendono l importanza di un bene comune: la diversità…

Nel 2013 nasce cosi Tessere le Identità con il nostro slogan.. La diversità e’ un bene comune.

Dal 2013 abbiamo organizzato conferenze, progetti nelle scuole, enti locali, Asl, fino a creare uno sportello d’ ascolto.

Dal 2013 sono presidente di questa importante realtà che mi porta in giro per il Piemonte

Da diversi anni partecipiamo alle attività del coordinamento Torino Pride. Costruire una rete di scambi su tutto il territorio piemontese permette di consolidare il lavoro fatto in tutti questi anni gettando le basi per una cultura fondata sul rispetto e sull’uguaglianza

E chissà che prossimamente non si possa pensare ad un Pride alessandrino…i tempi sono quasi maturi…

Alessandria e’ una città di provincia che per molti anni ha lasciato la comunità Lgbtqi nell’ombra del pregiudizio Impedendo alle persone di emergere esprimendosi. Tessere le identità ha dato forza, offrendo un’alternativa alla paura di essere soli e unicI. La nostra presenza ha permesso a molti giovani di affacciarsi e di dire ci sono anche io… Il processo di cambiamento e’ ormai innescato e siamo certi che , pur servendo ancora del tempo, ci siano i presupposti per un bel cambiamento. Le cose cambiano…. non sono più gli anni della mia adolescenza. Oggi internet ha aperto gli occhi a migliaia di persone avvicinandole. Bisogna credere ! Credere in un futuro migliore e lavorare per esso.

Credo che ci sia ancora tanto bisogno di Pride… Cosi come c’ e’ ancora bisogno di un 8 marzo e di tante ricorrenze utili per ricordare che…. Ricordare e raccontare che molte realtà sono ancora sommerse e che potranno essere riconosciute e nominate “normali” quando fatti di cronaca come la violenza omofobica e le vittime di transfobia cesseranno.

dare visibilità e nome alle cose permette loro di uscire dal buio del silenzio per essere FINALMENTE realtà comune. Quando termini come omosessuale e transessuale non faranno più paura allora non ci sarà più bisogno di mostrarle al mondo….

Paolo Pazzi

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