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Monica Cirinnà: diritti civili, ambientalismo e…

E’ trascorso più di un anno dal fatidico 11 maggio 2016.  Qual è  la sua prospettiva attuale su quell’importante traguardo?

Dopo oltre un anno e mezzo di applicazione della legge possiamo dire di avere un Paese più equo, più civile e più felice. Tante coppie hanno celebrato e ufficializzato il loro amore in tutti i Comuni italiani, dal Nord al Sud senza distinzioni geografiche, e tante famiglie godono con serenità e pienezza di diritti la propria vita. C’è un’aria nuova, di assoluta normalità, che attraversa il nostro quotidiano e che fa bene a tutti gli italiani. Credo sia un importantissimo risultato. Personalmente, da legislatore, provo un’intima emozione nel vedere come il lavoro fatto abbia portato felicità nella vita di tante persone, di tante coppie di tante famiglie. Nel mandato di un parlamentare non avviene così frequentemente di fare una legge che da gioia.

Come si è modificato il suo rapporto con la comunità lgbt in seguito alla legge sulle Unioni Civili?
Quando ho ricevuto l’incarico di relatrice della legge non avevo avuto contatti stretti con il Movimento, anche se avevo sempre sostenuto le battaglie Lgbt e per i diritti e avevo partecipato con entusiasmo e convinzione al World Pride di Roma nel 2000. In questi anni ho imparato tanto, ho conosciuto persone stupende che mi hanno arricchito emotivamente ed aiutato a guardare con occhi sempre più attenti al significato e al grande valore della parola eguaglianza. Non sono stati rapporti solo professionali, oggi posso dire di avere tanti nuovi amici e molti di loro sono nel Movimento e nelle associazioni Lgbt.

Cosa significa essere una donna in politica oggi?
Esattamente quello che è nella vita quotidiana, qualsiasi lavoro si faccia: ci viene richiesto di dimostrare le nostre capacità più degli uomini, ma è una cosa che le donne sanno fare bene. In politica portano un valore aggiunto di umanità e sensibilità che, in particolare su alcuni temi, sono indispensabili per trattare al meglio argomenti delicati. Mi auguro che il prossimo Parlamento sia ancor di più al femminile, anche grazie alle norme che abbiamo introdotto per favorire la parità di genere nelle liste elettorali.

Quali sono i suoi obiettivi futuri, sia sul piano politico che su quello personale?
Continuerò le mie battaglie per i diritti civili, per quelli sociali, ambientali e di tutti gli esseri viventi.  In questa legislatura il Paese ha fatto importanti progressi su molti fronti: penso, per esempio, non solo  alle leggi sulle unioni civili, ma anche a quella sul divorzio breve, sul fine vita, sul dopo di noi e la riforma dell’affido, ma ha ancora importanti passi in avanti da fare.

Quali i sono le donne che l’hanno ispirata nella sua vita?
Se parliamo di vera e propria ispirazione mia mamma e le mie nonne sono abbondantemente in testa all’ipotetica classifica. Di donne a cui ho guardato con rispetto e ammirazione, invece, ci sono Vandana Shiva, attivista indiana che ha dato un impulso importante ad una visione ambientalista e a una produzione rispettosa dell’uomo e della natura, e Nilde Iotti, una grande personalità della politica che ha saputo interpretare con prestigiosa sobrietà il senso delle istituzioni.

Quali sono il suoi tre libri preferiti e i suoi tre dischi preferiti?

Tra i libri sceglierei “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, “Ragazzi che amano ragazzi” di Piergiorgio Paterlini e “Al Dio sconosciuto” di John Steinbeck. Per la musica considero fondamentali per me “Highway 61” di Bob Dylan e “Rimmel” di Francesco De Gregori, accanto a “A night at the Opera” dei Queen.

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