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INTERVISTA A FLAVIA CAVALCANTI

INTERVISTA A FLAVIA CAVALCANTI

Incontriamo la bravissima stylist milanese

 

 

Ciao Flavia, grazie per averci concesso un po’ del tuo prezioso tempo. Vuoi parlarci dei tuoi esordi?

Si, certo! Ho iniziato nel 1992 come hair stylist nelle discoteche di Riccione, spinta dalla voglia di cercare e proporre look sempre nuovi, in un contesto effervescente che ha prodotto una serie di personaggi oggi assai noti nel mondo delle arti e dello spettacolo. Dopo aver lavorato molto a Riccione decisi di trasferirmi a Milano, verso la fine degli anni 90. Milano ha sempre rappresentato la città perfetta per me, la più vicina al mio sentire artistico.

 

Come è avvenuto il passaggio dalla discoteca alla tua attività attuale?

 

Sono approdata alla tv, al cinema e alla pubblicità grazie agli innumerevoli contatti acquisiti negli anni della mia attività in discoteca: non passava serata in cui qualcuno non mi fermasse per avere informazioni in merito ai look da me creati, e questo ha generato un passaparola e una serie di contatti importanti.

 

E oltre ai traguardi legati alla tua carriera, cosa ti ha offerto la città di Milano?

 

Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di sviluppare una serie di relazioni davvero bellissime in una città che amo e che ricambia il mio affetto, che ha saputo accogliermi con grande gioia e benevolenza.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

 

Tra i miei progetti futuri c’è quello di collaborare con Ivan Sala, l’ex direttore artistico del “Pervert e Sodoma”, e provare ad aprire insieme a lui una realtà internazionale capace di fornire artisti, scenografie e tutto il know how necessario per le sfilate, pubblicità e per il mondo dello spettacolo in generale.

 

Qual è il lavoro che ricordi con maggior piacere?

 

L’ultima sfilata di Calzedonia, per la quale ho creato 135 pezzi insieme allo stylist e direttore creativo Andrea Amara, insieme al quale credo si sia raggiunto un livello di perfezione quasi inarrivabile!

 

Qual è il principio che ti ispira, il tuo motto?

 

Dona la parte migliore di te e avrai il meglio dagli altri!

 

 

Vuoi parlarci del tuo gruppo di lavoro?

 

Il mio gruppo di lavoro è una meraviglia assoluta! Tra di noi c’è un grande amore reciproco, un ottimo equilibrio, molta  voglia di fare, reciproco aiuto e un grande senso del dovere. Il mio è un gruppo davvero misto, con persone di razze e nazionalità diverse: per me questo mix è una grande risorsa artistica e creativa!

 

Quali sono secondo te i tre migliori stilisti italiani emergenti?

 

Massimo Giorgetti e Liborio Capizzi per citarne solo due.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

 

Dar vita a una grande community creativa, una sorta di factory artistica di anime affini. Inoltre, ma qui ci spostiamo sul piano più personale, mi piacerebbe creare una grande farm ecosostenibile nella quale condividere gli spazi con amici che, come me, amino gli animali e la natura. Le difficoltà che ho incontrato nella mia vita mi hanno portato  sempre a sfidare le avversità, a superarle e vincerle, aiutandomi a rigenerarmi. L’idea del reciclare, del saper trarre il meglio dalle cose che non sono al massimo, nella loro condizione ottimale. Le migliori opportunità nascono spesso dalla spinta data dalle contingenze più svantaggiate!

 

 

 

 

 

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